venerdì 14 settembre 2012

La foto del giorno dopo: 13/09


La nostra casa già dopo sei mesi sta andando a ramengo: non abbiamo più la luce del salotto e il tavolo e le sedie ci stanno abbandonando. Ma siccome in azienda ci sono sempre priorità ed emergenze... non viene mai aggiustato nulla.

Fortuna che abbiamo la mia lampada a carica solare, una donna delle pulizie che pulisce ogni giorno così da consentirci di mangiare per terra e un asciugamano abbastanza grande da usare come tovaglia! ;)

giovedì 13 settembre 2012

Tunz Tunz India 2

Visto che a grande richiesta mi è stato suggerito di mettere più post musicali, eccovi un altro tormentone indiano - che ovviamente esce da un film di Bollywood.

Chikni Chameli - dal film Agneepath


martedì 11 settembre 2012

Lavasa: Picnic in collina


Fortuna che ogni tanto c'è qualcuno che organizza una scampagnata in compagnia...
Abbiamo così deciso di noleggiare un pulmino e andare a visitare un posticino carino in mezzo alle colline del Maharastra, Lavasa

Doveva essere una meta vicina - secondo i nostri calcoli circa 60km -, ma percorrendo le strade indiane ci abbiamo comunque impiegato 2 ore; fortuna che il paesaggio era carino!





Lavasa è una cittadina "finta", creata non perché la gente ci abiti ma come resort universitario. Dei super ricconi, intuendo il business, si sono messi d'accordo con alcune università internazionali (es. Oxford) per costruire delle sedi distaccate, dove altri ricconi potranno mandarci i figli a studiare.

Sarà che ci sono di mezzo dei tedeschi, saran le università internazionali, fatto sta che non sembra per niente di essere in India!

Il centro di Lavasa
In nostro piano della giornata era quello di cercare un bel prato e fare un Picnic.

Peccato la pioggia. E la mancanza di prati.

Ma volete forse che dei baldi giovani come noi si perdano d'animo per delle piccolezze del genere?!

Picnic doveva essere e picnic sarà!


Picnic in una panchina del centro cittadino
Dopo mangiato, un po' di foto a caso, tanto per passare il tempo.


Tanto, tanto tempo da perdere
 
L'illusione di essere in Europa finisce ben presto: 50 metri fuori dalla piazza principale riecco l'India!
Elementi che ci riportano alla mente che siamo in India


Subito dopo, inizia il diluvio. Le cibarie rimaste sono a rischio annegamento, quindi decidiamo di tornare a casa, soddisfatti.

Nel bel mezzo del monsone in attesa del bus
Ovviamente, appena saliamo in bus, smette di piovere. Vabbè...

Cascata sulla via del ritorno

Animal Friends 12: la rondine


Meno male che qui in India le rondini ci sono ancora e anche loro adorano avere la casa con vista.
Questo ammasso di nidi l'abbiamo trovato dentro al forte di Jodhpur.

lunedì 10 settembre 2012

Animal Friends 11: il cane


Questo cagnolino si tratta proprio bene!

Si è trovato la cuccia reale!

Ebbene sì, i cani randagi sono arrivati anche dentro a questo monumento situato fuori dalla città di Jodhpur, sopra ad un colle!

venerdì 7 settembre 2012

Animal Friends 10: l'ELEFANTE :)


...ed eccolo l'incontro di eccezione: l'elefante!!!

Uno dei miei sogni è stato esaudito, ho finalmente fatto un giretto in elefante!
A Jaipur infatti c'era la possibilità di raggiungere l'Amber Fort (in cima ad una collina) salendo a dorso di pachiderma. Non potevo farmela sfuggire, anche se era caretto (900 rupie)!
C'erano due possibilità di scelta: l'elefante di dimensioni normali (suppongo fossero elefanti femmina) e l'elefante XXL; noi ovviamente ci siamo messi in coda per prendere l'elefante gigante ;)

Direi che è stata un'esperienza unica di ondeggiamento, a più di tre metri d'altezza. E poi il nostro bestione era un po' indisciplinato...
Consiglio: meglio fare questo giretto a stomaco vuoto!

mercoledì 5 settembre 2012

Animal Friends 9: l'oca

Uno stormo di oche in formazione per la migrazione da una riva del laghetto all'altra...

lunedì 3 settembre 2012

Animal Friends 8: il maiale


...ebbene sì! Abbiamo trovato anche loro!
E visto che nessuno li mangia ce ne sono un sacco!

domenica 2 settembre 2012

Animal Friends 7: l'iguana


Ed ecco un altro animaletto incontrato durante il nostro viaggio.

Come potete notare è in posizione di attacco(che si riconosce dallo sguardo fisso e la coda all'insù), questo perchè avendo con me l'obiettivo sbagliato ero a due centimetri da lei... e forse non l'ha presa troppo bene.

sabato 1 settembre 2012

Giorno 4: Pushkar, un tipico villaggio Indiano


Dopo un estenuante viaggio in macchina, su strade che non possono essere considerate tali da persone sane di mente (strada-buca-pezzo di 50 metri SENZA ASFALTO - strada - pezzo in cemento - strada - boh), eccoci arrivare a Pushkar.
La particolarità di questa città è che ospita l'unico tempio di Brahma al mondo, nonostante questo sia uno dei 3 dei più importanti dell'Induismo, il dio della creazione (insieme a Vishnu il preservatore e Shiva il distruttore).
Racconta infatti la leggenda che, tanto tempo fa, Brahma dovesse andare a Pushkar per fare una preghiera speciale. Parte del rito prevedeva che la moglie partecipasse ma questa, essendo una dea molto importante, era impegnata in un qualche altro posto. Il buon e saggio Brahma, senza perdersi d'animo, decise quindi di sposare, così su due piedi, una ragazza del posto in modo da poter comunque completare il rituale.
Da che mondo è mondo, le donne sono gelose e vendicative e le dee in particolare, essendo dotate di enormi poteri, hanno la tendenza a reagire in maniera particolarmente nefasta (una su tutte la greca Giunone, moglie di Zeus).
Quando Saraswati, moglie del dio, scoprì che il marito aveva sposato una lattaia... gli è andata bene che è stato solamente maledetto! E quindi ora Brahma, potentissimo dio della creazione, può essere venerato solo in questo paesino di 5 abitanti, 10 cani, 20 maiali e 100 mucche.
Ma torniamo a noi. 
Essendo il periodo dei monsoni il paesino, oltre che risultare estremamente povero, era anche estremamente ricoperto di fango.
Il villaggio di Pushkar con i Monsoni (sommerso dal fango)
Fortunatamente però anche questa volta abbiamo trovato un buon alberghetto, forse giusto un po' troppo hippie e più che altro abbastanza imbrecanato, dato che qualcuno aveva deciso di fare una super buca - senza segnalarlo da nessuna parte, una cosa di 5 metri di profondità larga tutta la carreggiata - in mezzo alla strada che ci arrivava diretta.

Hall dell'albergo

Dipinto in camera
Dopo un pranzetto come si deve abbiamo deciso di esplorare la cittadina che, non essendo estremamente grande, offriva giusto un paio di cose da vedere.
Dario era ancora moribondo dalla giornata precedente (probabile avvelenamento da cibo, ossia... frequenti soste al bagno), quindi ho deciso di avventurarmi con i suoi genitori nel centro cittadino.
Trovare quello che andava visto non è stato difficile dato che la città si sviluppa interamente attorno ad una stradina principale, affollatissima e piena di bancarelle.

Strada principale a Pushkar
Alla vista di stranieri tutta la città è impazzita e hanno iniziato ad avvicinarsi, consigliarci dove andare, regalarci fiori da usare per pregare... insomma ogni indiano voleva il suo momento di gloria - ovvero voleva avere l'occasione di parlare/toccare/fotografare uno straniero -.
Con un po' di fatica siamo comunque riusciti ad arrivare alla prima attrazione del posto: il lago sacro con il suo Ghat.
Il lago di Pushkar è considerato estremamente sacro: altra leggenda narra infatti che sia stato creato dalle lacrime di Brahma (suppongo dopo la maledizione della moglie) e che un bagno qui purifichi di tutti i peccati (sì, ci sono anche nell'induismo).
 

Il lago sacro


La mamma di Dario, affascinata dai riti industi, ha deciso di seguire un santone e fare insieme a lui una preghiera... la situazione è stata interessante ed io e il papà di Dario abbiamo osservato divertiti questo momento, chiedendoci come facessero a comunicare visto che lei parlava in italiano e lui in hindi.
Fortuna ha comunque voluto che lei non avesse soldi con sè e quindi il rito non si è potuto concludere (evitando così la fregatura). Il tizio, al contrario, si deve essere evidentemente indisposto perchè, al rifiuto del pagamento, ha gettato via fiorellini e cocco da offrire al dio. Evviva la religiosità.

Tempio anonimo e di scarsa rilevanza ma molto carino

Ed infine eccoci arrivare al famosissimo tempio di Brahma... diciamo che, volendo, non è proprio proprio necessario entrarci perchè non è particolarmente bello; l'unica sua particolarità è, come abbiamo detto, il fatto che è l'unico tempio di questo tipo al mondo e che è considerato come la mecca per gli induisti.

L'unico Brahma Temple del mondo

A Pushkar inoltre siamo venuti a conoscenza del pellegrinaggio che proprio in quel periodo si stava svolgendo in tutto il Rajasthan: praticamente per l'intero mese di agosto persone da tutta la regione iniziano un lungo pellegrinaggio verso i vari templi e ogni villaggio organizza tappe di sosta dove le persone possono mangiare, pregare e riposarsi... la cosa interessante è che c'è così tanta gente che svolge questo rito che gli indiani sono autorizzati a prendere ferie dal lavoro per farlo e che per la settimana centrale di agosto una corsia dell'autostrada viene chiusa al traffico per agevolare il cammino dei pellegrini.


Consigli di viaggio:
Tirando le somme possiamo dire che Pushkar è una tappa che può anche essere saltata visto che le uniche attrazioni sono il tempio di Brahma (abbastanza insignificante dal punto di vista architettonico) e i ghat (ovvero i gradini sacri, che se si vuole andare a Varanasi sono una ripetizione).

Se invece volete andarci, consiglio di fare il giro con il cammello così da poter vedere l'intera città sotto un'altra prospettiva...