Visualizzazione post con etichetta taxi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta taxi. Mostra tutti i post

sabato 11 febbraio 2012

Mumbai giorno 4: Liberalizziamo i taxi

La facciata della storica stazione Vittoria di Mumbai
Stazione Vittoria




La nostra gita si è conclusa al 4° giorno nel pomeriggio, dovendo prendere il bus in tempo per non arrivare a Pune nel cuore della notte (dato che il giorno dopo si lavorava).

Dato che la mia salute ancora non era al 100% e che eravamo stanchi per le passeggiate dei giorni precedenti, ci siamo spostati principalmente in taxi. SCELTA SCELLERATA (ma ne parliamo verso la fine del post)

Le mete rimanenti da visitare non erano molte. In primis volevamo dare un'occhiata al Museo ex "Principe di Galles", ora Museo "Chhatrapati Shivaji Maharaj". Niente male ma un po' troppo grande rispetto alla nostra stanchezza e all'interesse non propriamente eccezionale che ci ha suscitato.

Vista dall'esterno del Museo ex "Principe di Galles", ora Museo "Chhatrapati Shivaji Maharaj" di Mumbai
Il Museo, peccato che all'interno non si possano fare foto (o meglio, se paghi 300 rupie...)
In seconda battuta restava l'antica stazione "Regina Vittoria", ora patrimonio dell'Unesco e rinominata, indovinate un po'? Stazione "Chhatrapati Shivaji". Evviva la fantasia. Davvero grande e MOLTO bella, peccato solo che sia impestata di vigliacchi e infami tassisti che hanno avuto il coraggio di chiedermi 650 RUPIE (cifra mai pagata nella storia dell'India suppongo) per portarci al capolinea degli autobus.

Appena mi ha chiesto questa cifra gli ho detto "Aspetta che cerco la polizia, ne parliamo con loro e poi, se ti devo 650 rupie, te le dò, se invece mi stai fregando sono affari tuoi". MALEDETTA POLIZIA che però non si fa trovare, ma quantomeno la cifra alla fine è scesa a 300 rupie, che sono comunque uno sproposito.

Certo che se neanche gli indiani a cui ho chiesto se quel prezzo aveva senso, prima di pagare, mi aiutano... vabbè, fortuna che comunque si tratta di 5 euro, altrimenti non so come sarebbe finita.




E con questo si chiude la parentesi su Mumbai, alla quale assegno, tutto sommato, un voto pari a 6. Poca roba da vedere ma, se avete tempo, si può anche fare.

giovedì 5 gennaio 2012

Avventura in Risciò 2: DA SOLA!!!

Ciao Amiciiii!
Con questo post volevo raccontarvi la mia seconda avventura in risciò.
Questo mezzo diciamo che non è il più sicuro del mondo, visto che è praticamente un Ape a tre posti, ma di sicuro è comodo ed economico.
Ho avuto l'occasione di fare questo girò in risciò da sola perchè questa pomeriggio sono andata a registrarmi all'ufficio immigrazione e come vi ha raccontato Dario nel suo post è un'avventura allucinante... passi da uno sportello all'altro come una pallina rimbalzina... ma a differenza di Dario la mia agonia è stata breve (forse perchè ho un bel faccino e piaccio alle poliziotte che mi lasciano passare anche se in borsa avevo il portatile... cosa da non fare!!!): è durata solo un'ora!

All'andata sono andata in moto (ovviamente senza casco perchè qui non si usa) con un tizio dell'ufficio HR che si occupa di documentazione per gli stranieri... ma al ritorno si era fatto tardi e lui doveva andare a casa, quindi ha contrattato per me il prezzo di un risciò per evitare che mi fregassero troppo e... via a scoprire la città!

Mi spiace che le fotografie non siano un granchè ma sono state fatte con il cellulare perchè nella sede della polizia non è consentito portare macchinette fotografiche (figuriamoci la mia).

Simpatica statua in mezzo alla rotorna
Gente stretta all'interno di un risciò per non doverne prendere due
Altra gente in Risciò in colonna
Risciò parcheggiati davanti ad un mercato della frutta

Vista dal ponte

Simpatico autobus colorato
Foto del traffico da dentro il risciò
Tipica posizione delle donne indiane in moto (con il Saari sarebbe complicato sedersi normalmente)


Tutto ciò di figo in India è del governo e dei militari

giovedì 13 ottobre 2011

Il ritorno del monsone

Ieri sono tornati i monsoni. ABBESTIA sono tornati!
Più o meno una cosa del genere (il video in realtà è di pochi giorni ma riflette perfettamente l'idea, anzi forse ieri pioveva pure di più)



Insomma, eravamo in ufficio quando siamo stati colti di sorpresa dalla lieta novella di massicci scrosci di pioggia dopo un periodo tutto sommato piuttosto gradevole, se non anche un po' troppo caldo.

Fatto sta che la sera, all'ora di tornare a casa dall'ufficio, ci siamo trovati piuttosto impreparati ad affrontare il viaggio in maniera adeguata, in particolare se pensate che io, nello zaino, ci porto ogni giorno il laptop.

Inizialmente abbiamo anche pensato di aspettare ma, verso le 22, c'eravamo anche un po' rotti e non accennava a smettere. Di risciò in giro neanche l'ombra e, per aggiungere all'atmosfera di festa, blackout totale in tutto Kalyani Nagar e Koreagon Park (i due quartieri dove si snoda la mia intera vita qui a Pune).

L'unica cosa da fare quindi era armarsi di coraggio e tornare a casa.

STEP 1: salvare il laptop. Io, anche se mi bagno, mi asciugo senza problemi; il computer potrebbe avere qualche problema in più. Ci dirigiamo (io e Britta, la mia coinquilina) in cucina e prendiamo i sacchi della spazzatura; avvolgiamo gli zaini (vedesi foto poco oltre); li carichiamo in spalla; partiamo; torniamo indietro scoraggiatissimi dopo un passo; riprendiamo coraggio; ripartiamo.


Piove tantissimo, è tutto buio e per terra le strade sono ormai torrenti impetuosi. Nell'arco di 100 metri siamo già zuppi e tira vento. Bagnati come siamo, fa un freddo boia. Sprono Britta a sbrigarsi per mantenere alta la temperatura corporea e per arrivare a casa ad asciugarci il più velocemente possibile, disperando già nella possibilità di una doccia calda a casa del black-out. Però penso che questo sarà comunque uno dei giorni in India che ricorderò meglio.

Ad un certo punto la strada fa una conca e vedo una macchina ferma in mezzo ad un lago, il motore spento. Non posso che immaginare la fatica del proprietario a bestemmiare contro tutte le divinità del pantheon Hindu.
Ad ogni modo, non si scappa, bisogna passare per di là. Inarrestabili entriamo nell'acqua alta fino al ginocchio, consci delle malattie che in essa stanno festeggiando un Natale anticipato. Abbandono ogni speranza di salvezza delle scarpe e vado. Ce la facciamo!

Arriviamo a 100 metri da casa e una macchina si ferma di fianco a noi, abbassa il finestrino e ci chiede se vogliamo un passaggio. Lo ringrazio dal più profondo del cuore, siamo veramente ma veramente fradici, infreddoliti e stanchi. Gli spiego comunque che ormai siamo arrivati, ma che apprezzo davvero il gesto.

Arriviamo a casa. Così:



Poi, guardo le scarpe con aria sconsolata: tolgo la soletta interna, vedo un disastro e capisco che questo è stato l'ultimo viaggio insieme...


Tuttavia, una nota positiva: alla fine da noi l'elettricità c'è. Grazie a Dio, doccia calda. Abbiamo vinto noi.

martedì 6 settembre 2011

Il video del giorno dopo: 05/09

Siccome non ho fatto foto, per questa volta tocca ad un intero video. Traffico, risciò, prezzi ecc. ecc.
P.S. Mettetevi comodi perchè sono 22 minuti...


martedì 23 agosto 2011

(Fine?) della piccola pausa

Scusate la piccola pausa ma, come alcuni di voi già sapranno, sto passando giorni di fuoco in ufficio, con orari che vanno dalle 9 alle 21 e target di lavoro piuttosto ardui da raggiungere.

Ad ogni modo, spero di sistemarmi presto perchè altrimenti non so come vado a finire... oggi c'ho un mal di testa...

Qualche aggiornamento di circostanza allora: innanzitutto, nonostante sia la stagione dei monsoni, è più di qualche giorno che non piove. In compenso, visto che perdono sia una delle doccie che il tubo principale di casa, l'acqua non manca di certo. Anzi, manca in quella che è la mia attuale doccia, con il risultato che mi tocca andare in prestito dagli altri.
La salute ancora c'è. Dico ancora perchè A) comincio ad andare in bagno un po' troppo spesso da quando ho finito i fermenti lattici e B) metà ufficio è a casa con nonsisabenecosa.
Il cibo non è un problema ma a causa degli orari strampalati mangio abbastanza poco ultimamente. In compenso domenica ho cucinato io e quindi eravamo tutti un po' più soddisfatti. AH! Ho trovato il caffè. Sono contento. Non costa nemmeno troppissimo, circa 1€ e qualcosa per 200g. E sto insegnando agli indiani a berlo. Mi guardano strano, dicono che è poco, che loro lo bevono con il latte o con l'acqua... vedrete che presto la produttività aumenterà e tutti verranno a ringraziarmi. P.S. Il caffè è mio, l'ho pagato io. L'azienda mette a disposizione il Nescafè. Grandissima delusione. Il chai invece (the con il latte o meglio latte con il the) è ottimo e altrettanto gratuito.
I prezzi in generale qui fanno sempre più ridere. Farò un post in merito, ma tanto per dirvi una collega tedesca ha affittato uno scooter al mirabolante costo di 1000 rupie (15€ grossomodo) al mese e i colleghi indiani le han riso dietro dicendo che era tanto. Il taxi che ci ha portato al cinema, a quasi 10km da casa, è costato 1,5€.

Comunque, proverò a essere più bravo nei prossimi giorni e quindi a postare con continuità. Ieri era il compleanno di Khrisna e quindi siamo tutti più buoni. Abbiate pazienza che mi sistemi un poco con il lavoro.

Ciao!

P.S. Ho anche in mente di cambiare leggermente la veste grafica per migliorare la leggibilità. Abbiate altra pazienza...

giovedì 11 agosto 2011

Primo giorno

Primo aggiornamento direttamente dall'India, un po' tardivo perchè ho scoperto che a casa ancora la connessione non c'è. I miei coinquilini stanno già facendo pressioni e mi riferiscono che entro qualche giorno dovremmo essere a posto. Sperem.

Dunque, sarei indeciso se partire dall'inizio o saltare subito alla parte succosa, ma direi di procedere con ordine che qui di confusione ce n'è già abbastanza.
Il primo volo, operato da Air Dolomiti (partner di Lufthansa) è stato abbastanza tranquillo, salvo per l'impatto iniziale della vista dell'aereo che non mi ispirava grandissima fiducia.


Arrivati a Monaco, mi sono diretto immediatamente verso il mio gate di imbarco. Non c'era nessuna fretta in realtà, dato che avevo qualcosa tipo 3 ore da aspettare, ma meglio andare sul sicuro. Il risultato è stato che ho dovuto combattere con tutte le mie forze per rimanere sveglio, dato che dopo la vacanza in Sicilia e la sveglia notturna per il primo aereo, mi sentivo un po' stanchino...
Poco da dire su Monaco, a parte il fatto che fuori c'erano 13 gradi (evviva l'estate...) e pioveva e che ho fatto amicizia con un italiano diretto a Bombai per portare le spoglie di Don Bosco in tour in tutto il mondo, partendo dall'India.

Il viaggio fino a Bombai (a breve vi darò conferma se è Mumbai, Mombai, Bombai, Bombay o che altro) è stato piacevolissimo: al momento dell'emissione del biglietto, ancora a Venezia, vedendomi assegnato un posto "corridoio" ho subito cambiato con un posto "finestrino". Fortuna ha voluto che capitassi con un posto vuoto in fianco, cosa che ha di molto incrementato la comodità del viaggio, tanto che sono persino riuscito a dormire un paio d'ore (cosa che in aereo non mi riesce mai). L'aereo poi era nuovo di stecca quindi viaggio ottimo. Vi dico pure che siamo arrivati con 30 minuti di anticipo.
Arrivato, cominciano le note dolenti. O meglio, iniziano fuori dall'aeroporto. Davanti all'uscita c'è uno spiazzo circondato di autisti con il nome del passeggero che aspettano. Con il cellulare in mano per fargli una simpatica foto (eh, l'autista con il nome ti fa sentire VIP) inizio la ricerca, solo per rendermi conto che non c'è. Aspetto qualche minuto, rifaccio il giro e ancora niente. Aspetta che ti aspetta, comincio a preoccuparmi. Fortunatamente, viene in mio aiuto il Sig. Stecca, indiano D.O.C. che in qualche modo (VEDI VIDEO SUCCESSIVO) risolve la situazione.





Ahah capito che bello? Vabbè, lasciamo perdere.

Il viaggio per Pune procede spedito e merita davvero di essere descritto. La strada (autostrada? Ogni tanto c'è un casello e il tizio paga) ha 3 corsie per senso di marcia, l'asfalto è in condizioni piuttosto buone e, nonostante l'ora (da mezzanotte alle tre) è notevolmente trafficata.
Trafficata di macchine e camion. Tanti camion. Camion che, se ho capito giusto, non hanno alcun obbligo di avere delle luci posteriori. Vi giuro! E l'autostrada non è illuminata! Quindi ogni tanto, mentre vai, ti appare dal buio un camion a luci spente (i fanali davanti no, quelli belli accesi) che tra le altre cose se ne strafotte di "occupare la corsia libera più a sinistra (qui si guida al contrario)", occupando invece una corsia a sua scelta a seconda dell'umore dell'autista. Praticamente si circola per file parallele e si sorpassa indifferentemente a destra o a sinistra, con alcuni tentativi di passare sotto e alcuni fulgidi esempi di quella che ho chiamato "la manovra del cobra", manovra che prevede che tu, dalla corsia di destra, ti lanci nella corsia di sinistra e poi di nuovo in quella a destra con una destrezza da fare invidia a un pilota di rally.
Tuttavia, anche se un po' irruenti, gli autisti indiani sembrano essere piuttosto comunicativi tra di loro. Non a parole (porchi), come noi, ma tramite gli strumenti messi a disposizione dall'auto. Ecco quindi che i fari e il clacson acquistano un significato completamente nuovo e del quale credo di essere riuscito a decifrare in parte il codice:
- abbaglianti a intermittenza: nonostante la varietà della durata e del ritmo mi portasse all'inizio a indagare su un possibile riutilizzo del defunto codice morse, credo che il messaggio veicolato sia molto più semplice e riassumibile con: "La morte sta arrivando, è a 2 passi da te e ha la forma di taxi/camion";
- abbaglianti fissi: si tratta di una modalità utilizzata più spesso di quanto immaginiate (leggi, metà del tempo del viaggio) e che ho interpretato con "fate largo all'oscuro mietitore, divoratore di mondi"
- clacson: in città viene utilizzato con uno stile più leggero, adatto forse a comunicare gli stessi concetti degli abbaglianti quando l'ambiente è ampiamente illuminato e molto trafficato (i fari potrebbero non comunicare con sufficiente efficienza). In autostrada però assume un diverso significato, più profondo, qualcosa del tipo "la morte corre ormai al tuo fianco e probabilmente anche al mio".
Sorge quindi spontanea una domanda: ma sti cavolo di abbaglianti non si fulminano mai?!?
Ah, un appunto: in autostrada, ho visto cose che voi umani... tipo beh, i camion a luci spente, un camion fermo nella corsia centrale con le 4 frecce mentre l'autista, smontato, telefonava, e 2 tizi seduti su dei copertoni impilati sopra ad un camion a mo' di poltrona, che dubito ce l'abbiano fatta ad arrivare in fondo...

Comunque arrivo, sano e salvo nonostante tutto, sono riuscito pure a fare abbassare l'aria condizionata e quindi sono felice. Nel frattempo l'altro autista mi chiama, capisco poco ma intuisco qualcosa del tipo "fai fermare il taxi in autostrada e dammi il numero di cellulare dell'altro autista che ti vengo a prendere". Chiamate di questo calibro più altri tentativi di chiamare la tizia delle RU sortiscono un pessimo effetto sul mio credito residuo, che va rapidamente a 0, costringendomi a chiedere con urgenza a Katia di farmi una ricarica onde poter avere l'indirizzo del posto dove devo andare. Al mio sms di aiuto però ricevo un "da quanto la vuoi, va bene 50?" che mi getta nello sconforto perchè HO FINITO I SOLDI E NON POSSO RISPONDERE. Già mi immaginavo in giro per Pune in cerca di sto posto a piedi... fortuna che Katia, forse intuendo che il ritardo nella risposta è dovuto proprio alla mancanza di credito, in un modo o nell'altro (Lisa) riesce a farmi sta ricarica. SONO SALVO! Un grazie e un bacio a tutte e due. Katia grazie che posso contare su di te! Mia salvatrice!

Insomma, finisce che il posto lo trovo, saluto l'autista, suono il campanello (alle 3 di notte) e mi apre Matteo, il mio coinquilino che, gentilissimo, mi ha aspettato alzato. Un breve scambio di battute, mi indica la camera e la giornata finisce così.
A domani!

P.S. Si dice Mumbai ;)