domenica 12 febbraio 2012

....questa si che è amicizia!

...l'amicizia può andare oltre ad ogni regola...avete mai pensato di condividere una coperta con una capra?!

 A man that shares a blanket with a goat!






sabato 11 febbraio 2012

Mumbai giorno 4: Liberalizziamo i taxi

La facciata della storica stazione Vittoria di Mumbai
Stazione Vittoria




La nostra gita si è conclusa al 4° giorno nel pomeriggio, dovendo prendere il bus in tempo per non arrivare a Pune nel cuore della notte (dato che il giorno dopo si lavorava).

Dato che la mia salute ancora non era al 100% e che eravamo stanchi per le passeggiate dei giorni precedenti, ci siamo spostati principalmente in taxi. SCELTA SCELLERATA (ma ne parliamo verso la fine del post)

Le mete rimanenti da visitare non erano molte. In primis volevamo dare un'occhiata al Museo ex "Principe di Galles", ora Museo "Chhatrapati Shivaji Maharaj". Niente male ma un po' troppo grande rispetto alla nostra stanchezza e all'interesse non propriamente eccezionale che ci ha suscitato.

Vista dall'esterno del Museo ex "Principe di Galles", ora Museo "Chhatrapati Shivaji Maharaj" di Mumbai
Il Museo, peccato che all'interno non si possano fare foto (o meglio, se paghi 300 rupie...)
In seconda battuta restava l'antica stazione "Regina Vittoria", ora patrimonio dell'Unesco e rinominata, indovinate un po'? Stazione "Chhatrapati Shivaji". Evviva la fantasia. Davvero grande e MOLTO bella, peccato solo che sia impestata di vigliacchi e infami tassisti che hanno avuto il coraggio di chiedermi 650 RUPIE (cifra mai pagata nella storia dell'India suppongo) per portarci al capolinea degli autobus.

Appena mi ha chiesto questa cifra gli ho detto "Aspetta che cerco la polizia, ne parliamo con loro e poi, se ti devo 650 rupie, te le dò, se invece mi stai fregando sono affari tuoi". MALEDETTA POLIZIA che però non si fa trovare, ma quantomeno la cifra alla fine è scesa a 300 rupie, che sono comunque uno sproposito.

Certo che se neanche gli indiani a cui ho chiesto se quel prezzo aveva senso, prima di pagare, mi aiutano... vabbè, fortuna che comunque si tratta di 5 euro, altrimenti non so come sarebbe finita.




E con questo si chiude la parentesi su Mumbai, alla quale assegno, tutto sommato, un voto pari a 6. Poca roba da vedere ma, se avete tempo, si può anche fare.

giovedì 9 febbraio 2012

...curiosità (usa... prega... scopri il risultato!)

Ecco una pubblicità trovata su un giornale indiano.

Come potete notare è un test di gravidanza... ma io mi soffermerei sul simpatico nome che hanno scelto per questo prodotto! :)




Relax

...un sabato come tanti...piscina, sole e relax!!! 
A normal saturday: pool, sun, and relax!

La piscina che abbiamo scoperto è proprio bella *_*!


martedì 7 febbraio 2012

Mumbai giorno 3: Derubati!

Giorno 3: Elephanta Caves

Il 3° giorno la visita pianificata era quella ad Elephanta Island, un'isola che con gli elefanti non ha assolutamente nulla a che fare ma che invece ospita delle cave di indubbia bellezza (ma non molto grandi). 
La partenza è direttamente da davanti al Gateway of India ed offre una visione suggestiva del monumento con a fianco il famoso hotel Taj Mahal.

Vista del Gateway of India e dell'Hotel Taj di Mumbai dall'acqua

Le cave, come detto, non sono particolarmente grandi ma sono molto belle:

Elephanta Caves

Foto con Indiani a caso...
L'interno delle cave di Elephanta Island a Mumbai

Ospitano però una discreta popolazione di simpatiche scimmie. E cosa succede quando tante scimmie vivono vicino ad un luogo pieno di turisti? Che si fanno furbe ed iniziano ad approfittare dei turisti per il cibo!

Scimmiette badano ad una scimmia più anziana e alta in grado

Una scimmia con la riga in mezzo

Una scimmia corre via dopo aver rubato un gelato
Ladro di gelati
Anche a noi è stato riservato questo onore; ecco quindi che la nostra borsetta con il pane è stata prontamente requisiti da un lesto ladro peloso che, quantomeno, ne ha approfittato per sfamare anche il resto della famiglia.

La scimmia che ci ha derubato divide il cibo con le altre scimmie
La scimmia Ladra!!!
Di ritorno dall'isola, abbiamo deciso che siccome ci avanzava tempo avremmo potuto spenderlo per vedere qualcos'altro (nonostante, indovinate un po'? Non ero per niente guarito ancora, anzi avevo iniziato a spellarmi come un cobra grazie alla solana di qualche giorno prima). 
Siamo quindi scesi alla stazione, dal cui ponte era ben visibile il Dhobi Ghat, la "lavanderia" più grande del mondo (niente di che).

Una lavanderia a mano in uno slum indiano, famosa per essere la più grande del mondo
Lavanderia più grande del mondo
Molto meglio è andata con la moschea Haji Ali, una moschea in mezzo al mare raggiungibile per mezzo di una piccola passeggiata in pietra e visitata da migliaia di turisti. Molto bella e particolare, anche se sfortunatamente sotto restauro anche perchè tenuta con poca cura.

La Moschea Haji Ali vista dalla spiaggia
Moschea Haji Ali

E comunque si fanno sempre degli incontri micidiali di gente che vuole essere fotografata =P


domenica 5 febbraio 2012

Mumbai giorno 2: Lost in Mumbai

Giorno 2

Nessun miglioramento di salute (sinosite a parte, benedetta sia l'aspirina), quindi la giornata prosegue lenta. Partiamo per andare a vedere la cosa più degna di nota della città, il Gateway of India. Si trova a circa 20km dal nostro albergo, grazie al fatto che Mumbai è cara impestata e sempre piena di gente. Prendiamo il treno e scendiamo all'ultima stazione utile, che comunque non è proprio vicina vicina. Ci incamminiamo e ammiriamo il meraviglioso lavoro fatto dagli inglesi che sicuramente è quanto di meglio la città può offrire: nessuna offesa agli indiani ma non c'è storia.

...edificio carino!





Cammina che ti cammina...

Lungomare di pescatori


Arriviamo alla fine in un punto talmente disgraziato che capiamo di esserci persi. Via a chiedere indicazioni alla maniera tradizionale, grazie al fatto che il GPS non ci aiuta. Scopriamo dove siamo:



Alè, si torna indietro, sempre a piedi.
Alla fine però ne è valsa la pena:

Gateway of India


Taj Mahal Hotel
Il Gateway of India


La gita si conclude presto, quindi decidiamo di chiudere la giornata con un po' di shopping. La meta è quindi un centro commerciale segnato sulla mappa e letto su una guida, che si rivela però una schifezza micidiale che probabilmente ha avuto il suo punto di massimo splendore nel 1974.

Decidiamo perciò di lasciar perdere e tornare in albergo, stanchi ma tutto sommato soddisfatti. 
Peccato che non riusciamo a scendere dal treno alla fermata perchè è troppo pieno il vagone e noi siamo dalla parte sbagliata!

Un treno indiano, strapieno, con la gente attaccata per fuori
Situazione tipica: da notare le persone aggrappate per fuori!!!!
Scendiamo perciò alla successiva, che quantomeno ci delizia con un simpatico mercatino (e altri 2 chilometri a piedi...)

Mercato
A domani per "Mumbai giorno 3: Derubati!"

sabato 4 febbraio 2012

Mumbai giorno 1: Sotto un cattivo auspicio

Eccoci di ritorno dal lungo week end concesso dalla festa della Repubblica indiana.
Abbiamo deciso di spendere quattro giorni a visitare Mumbai.
La prima cosa da sottolineare è che si tratta veramente di una città gigantesca... ci sono miliardi di indiani, macchine, mucche, cani, gatti e scimmie!!!

Giorno 1

Partiamo malissimo. Iuccio ha la solana, presa in piscina il sabato prima di partire, mal di stomaco, sospetti di febbre. E in pullman, grazie all'aria condizionata a 18° (temperatura esterna, 30°), un attacco di sinosite micidiale.
Risultato: giorno 1 passato in albergo a letto fino a sera. Sera spesa a vagare nei dintorni dell'albergo, zona non particolarmente pregiata ma comunque carina.

Alcune note di colore comunque: 
A) trovare il pullman non è stato facile. Dovevamo prendere il Shivneri ma l'autista di risciò invece ci ha portato da un qualunque venditore di biglietti che ovviamente vendeva biglietti per Neeta. Ora, a voi questi nomi diranno niente, ma diciamo che Shivneri è figo e Neeta fa schifo perchè fa 1000 fermate e ci mette 1 ora e mezza in più;
B) il primo impatto con Mumbai è stato... non proprio positivo. Una puzza di urina appesta l'aria e fa un caldo soffocante anche d'inverno.

Collanina di Benvenuto

Mucche ovunque...

domenica 29 gennaio 2012

Omma... Lalito... Serimonio...



Magari qualcuno si lamenterà che c'è voluto un pochino (sarà un mese che sono andato), ma in fondo meglio tardi che mai. Ecco dunque un reportage - soprattutto fotografie e didascalie, altrimenti diventa un romanzo - di un vero matrimonio indiano al quale sono stato invitato a partecipare da un collega di lavoro - Lalit, lo sposo in questione.

Abbiate pazienza ma tenterò di essere breve perchè mi conosco e altrimenti va a finire che dico "lo faccio bene", poi viene troppo lungo, mi rompo e dico "vabbè lo divido in 2 parti" e poi la seconda parte non arriva mai perchè mi scazzo sapendo che sarà un lavoraccio da fare.

Una breve premessa va comunque fatta: doveva essere un viaggio di 6 ore, sono diventate 10 causa traffico, problemi di orientamento ecc. ecc. Il risultato è che siamo arrivati in leggero ritardo, ma ne riparliamo più avanti.

Iniziamo sotto i migliori auspici: tutta la fila in fondo per me!
 
Pausa colazione dopo partenza in ritardo di un'ora e mezza su orario concordato che ci aveva obbligato a svegliarci alle 7 - coi maroni girati già di prima mattina -
Tipica colazione indiana: "Something" Dosa
Camion di canna da zucchero. Un consiglio all'autista: in caso di ingorgo, non ti fermare...
...altrimenti la gente si sporge dal finestrino e ti frega la canna da zucchero! (noi siamo stati morigerati, c'è chi gliene ha fregata una camionata!)
Intermezzo: il paesaggio dal finestrino



10 ore di viaggio dopo

Vi risparmio la narrazione dell'epopea del viaggio, fatta di fame, caldo, nervoso, pipì, GPS e chilometri: andiamo al dunque.

Arriviamo che la tipica processione danzante da casa dello sposo al luogo della cerimonia è praticamente bella che finita perchè lo sposo ha raggiunto la meta. O meglio, lo vediamo che la raggiunge. E quindi riusciamo ad avvertirlo che ce l'abbiamo fatta e siamo in ritardo di sole 4 ore! (...). 

Cosa fa lui? Invece di mandarci a quel paese FA FERMARE L'INTERA PROCESSIONE a tipo 5 metri dalla fine e FA ASPETTARE TUTTI finchè non saliamo in camera (pagata da lui) e ci cambiamo per partecipare almeno all'ultimo pezzetto. GRANDE LALIT!

I tre italiani con i Kurta dei 3 colori giusti. VI GIURO CHE NON L'ABBIAMO FATTO APPOSTA!!!
"Quanti invitati ci saranno?" "Mah, secondo te quanti ce ne stanno in un campo da calcio?"
Lo sposo ci invita ad unirci al corteo: seguono doverose (dopo la gentilezza riservataci era il minimo!) danze all'indiana.

Non è che è arrabbiato; solo che gli indiani, in posa nelle foto, non sorridono (si veda anche oltre).

Prima parte della cerimonia vera e propria


Prime foto di gruppo di rito
2° Parte della cerimonia
Posto d'onore per gli ospiti internazionali (precedentemente annunciati UNO PER UNO PER NOME E NAZIONE dallo speaker)
Anche in India si tira il riso agli sposi, ma un chicco per volta...
Mega foto di gruppo finale!

Finite le cerimonie, il banchetto!
Il gelato fatto come una volta, grattando un cubo di ghiaccio e aggiungendo poi lo sciroppo (a qualche spezia...)
Approvato da iuccio
FOTO CONCLUSIVA!



Che altro dire? Indubbiamente è stata un'esperienza davvero interessante. Il primo ringraziamento va indubbiamente a Lalito (parentesi: il nome è Lalit, ma l'officiante continuava a cantilenare "Omma... Lalito... Serimonio..." e mi è suonato così bene che adesso lo chiamo Lalito) che ci ha invitato e ha contribuito sia alle spese di trasporto che a pagarci una camera d'appoggio solo per cambiarci e ovviamente cibo ecc. Il secondo va a Abhishek che ha organizzato il trasporto: magari non è stato dei più efficienti, ma è andata e quindi bene così!

Alcune note conclusive e forse ilari riguardano piccoli fatti curiosi, tipo che:
  • ERAVAMO GLI UNICI IN ABITI TRADIZIONALI INDIANI (eh, grazie che ci tutti ci guardavano!)
  • quando siamo entrati ci hanno annunciato all'altoparlante ("Dario, from Italy; Matteo, from Italy; Tali, from Canada" ecc.)
  • la gente voleva fare le foto con noi e conoscerci/parlarci/anche solo starci vicino (davvero, alcuni che parlavano inglese ci hanno spiegati che altri ci volevano conoscere perchè eravamo i primi stranieri che incontravano... ma mica gente giovane!)
  • ancora non ho capito di preciso quale fosse il papà dello sposo perchè ce ne ha presentati almeno 3 (suppongo si tratti quindi anche di una forma onorifica, dato anche tutto il toccare i piedi - simbolo di grande rispetto - di tali papà che precedeva la cosa)
  • l'ultimo posto in fondo dell'autobus, così comodo all'andata, si è rivelato controproducente al ritorno quando, in notturna, abbiamo tentato di dormire - dato che il giorno dopo si andava direttamente a lavoro - e ad ogni buca io letteralmente volavo, con contorno di imprecazioni varie...