giovedì 16 febbraio 2012
domenica 12 febbraio 2012
sabato 11 febbraio 2012
Mumbai giorno 4: Liberalizziamo i taxi
| Stazione Vittoria |
La nostra gita si è conclusa al 4° giorno nel pomeriggio, dovendo prendere il bus in tempo per non arrivare a Pune nel cuore della notte (dato che il giorno dopo si lavorava).
Dato che la mia salute ancora non era al 100% e che eravamo stanchi per le passeggiate dei giorni precedenti, ci siamo spostati principalmente in taxi. SCELTA SCELLERATA (ma ne parliamo verso la fine del post).
Le mete rimanenti da visitare non erano molte. In primis volevamo dare un'occhiata al Museo ex "Principe di Galles", ora Museo "Chhatrapati Shivaji Maharaj". Niente male ma un po' troppo grande rispetto alla nostra stanchezza e all'interesse non propriamente eccezionale che ci ha suscitato.
| Il Museo, peccato che all'interno non si possano fare foto (o meglio, se paghi 300 rupie...) |
In seconda battuta restava l'antica stazione "Regina Vittoria", ora patrimonio dell'Unesco e rinominata, indovinate un po'? Stazione "Chhatrapati Shivaji". Evviva la fantasia. Davvero grande e MOLTO bella, peccato solo che sia impestata di vigliacchi e infami tassisti che hanno avuto il coraggio di chiedermi 650 RUPIE (cifra mai pagata nella storia dell'India suppongo) per portarci al capolinea degli autobus.
Appena mi ha chiesto questa cifra gli ho detto "Aspetta che cerco la polizia, ne parliamo con loro e poi, se ti devo 650 rupie, te le dò, se invece mi stai fregando sono affari tuoi". MALEDETTA POLIZIA che però non si fa trovare, ma quantomeno la cifra alla fine è scesa a 300 rupie, che sono comunque uno sproposito.
Certo che se neanche gli indiani a cui ho chiesto se quel prezzo aveva senso, prima di pagare, mi aiutano... vabbè, fortuna che comunque si tratta di 5 euro, altrimenti non so come sarebbe finita.
E con questo si chiude la parentesi su Mumbai, alla quale assegno, tutto sommato, un voto pari a 6. Poca roba da vedere ma, se avete tempo, si può anche fare.
giovedì 9 febbraio 2012
...curiosità (usa... prega... scopri il risultato!)
martedì 7 febbraio 2012
Mumbai giorno 3: Derubati!
Giorno 3: Elephanta Caves
Il 3° giorno la visita pianificata era quella ad Elephanta Island, un'isola che con gli elefanti non ha assolutamente nulla a che fare ma che invece ospita delle cave di indubbia bellezza (ma non molto grandi).
La partenza è direttamente da davanti al Gateway of India ed offre una visione suggestiva del monumento con a fianco il famoso hotel Taj Mahal.
| Foto con Indiani a caso... |
Ospitano però una discreta popolazione di simpatiche scimmie. E cosa succede quando tante scimmie vivono vicino ad un luogo pieno di turisti? Che si fanno furbe ed iniziano ad approfittare dei turisti per il cibo!
| Ladro di gelati |
Anche a noi è stato riservato questo onore; ecco quindi che la nostra borsetta con il pane è stata prontamente requisiti da un lesto ladro peloso che, quantomeno, ne ha approfittato per sfamare anche il resto della famiglia.
Di ritorno dall'isola, abbiamo deciso che siccome ci avanzava tempo avremmo potuto spenderlo per vedere qualcos'altro (nonostante, indovinate un po'? Non ero per niente guarito ancora, anzi avevo iniziato a spellarmi come un cobra grazie alla solana di qualche giorno prima).
Siamo quindi scesi alla stazione, dal cui ponte era ben visibile il Dhobi Ghat, la "lavanderia" più grande del mondo (niente di che).
| Lavanderia più grande del mondo |
Molto meglio è andata con la moschea Haji Ali, una moschea in mezzo al mare raggiungibile per mezzo di una piccola passeggiata in pietra e visitata da migliaia di turisti. Molto bella e particolare, anche se sfortunatamente sotto restauro anche perchè tenuta con poca cura.
|
| Moschea Haji Ali |
| E comunque si fanno sempre degli incontri micidiali di gente che vuole essere fotografata =P |
Ubicazione:
Grotte di Elephanta, Mumbai, Maharashtra, India
domenica 5 febbraio 2012
Mumbai giorno 2: Lost in Mumbai
Giorno 2
Nessun
miglioramento di salute (sinosite a parte, benedetta sia l'aspirina),
quindi la giornata prosegue lenta. Partiamo per andare a vedere la cosa
più degna di nota della città, il Gateway of India.
Si trova a circa 20km dal nostro albergo, grazie al fatto che Mumbai è
cara impestata e sempre piena di gente. Prendiamo il treno e scendiamo
all'ultima stazione utile, che comunque non è proprio vicina vicina. Ci
incamminiamo e ammiriamo il meraviglioso lavoro fatto dagli inglesi che sicuramente è quanto di meglio la città può offrire: nessuna offesa agli indiani ma non c'è storia.
| ...edificio carino! |
Cammina che ti cammina...
Alè, si torna indietro, sempre a piedi.
Alla fine però ne è valsa la pena:
| Gateway of India |
| Taj Mahal Hotel |
La gita si conclude presto, quindi decidiamo di chiudere la giornata con un po' di shopping. La meta è quindi un centro commerciale segnato sulla mappa e letto su una guida, che si rivela però una schifezza micidiale che probabilmente ha avuto il suo punto di massimo splendore nel 1974.
Decidiamo perciò di lasciar perdere e tornare in albergo, stanchi ma tutto sommato soddisfatti.
Decidiamo perciò di lasciar perdere e tornare in albergo, stanchi ma tutto sommato soddisfatti.
Peccato che non riusciamo a scendere dal treno alla fermata perchè è troppo pieno il vagone e noi siamo dalla parte sbagliata!
| Situazione tipica: da notare le persone aggrappate per fuori!!!! |
Scendiamo perciò alla successiva, che quantomeno ci delizia con un simpatico mercatino (e altri 2 chilometri a piedi...)
| Mercato |
A domani per "Mumbai giorno 3: Derubati!"
Ubicazione:
Mumbai, Maharashtra, India
sabato 4 febbraio 2012
Mumbai giorno 1: Sotto un cattivo auspicio
Eccoci di ritorno dal lungo week end concesso dalla festa della Repubblica indiana.
Abbiamo deciso di spendere quattro giorni a visitare Mumbai.
La
prima cosa da sottolineare è che si tratta veramente di una città
gigantesca... ci sono miliardi di indiani, macchine, mucche, cani, gatti
e scimmie!!!
Giorno 1
Partiamo
malissimo. Iuccio ha la solana, presa in piscina il sabato prima di
partire, mal di stomaco, sospetti di febbre. E in pullman, grazie
all'aria condizionata a 18° (temperatura esterna, 30°), un attacco di
sinosite micidiale.
Risultato: giorno 1 passato in albergo a letto fino a sera. Sera spesa a vagare nei dintorni dell'albergo, zona non particolarmente pregiata ma comunque carina.
Risultato: giorno 1 passato in albergo a letto fino a sera. Sera spesa a vagare nei dintorni dell'albergo, zona non particolarmente pregiata ma comunque carina.
Alcune
note di colore comunque:
A) trovare il pullman non è stato facile. Dovevamo prendere il Shivneri ma l'autista di risciò invece ci ha portato da un qualunque venditore di biglietti che ovviamente vendeva biglietti per Neeta. Ora, a voi questi nomi diranno niente, ma diciamo che Shivneri è figo e Neeta fa schifo perchè fa 1000 fermate e ci mette 1 ora e mezza in più;
B) il primo impatto con Mumbai è stato... non proprio positivo. Una puzza di urina appesta l'aria e fa un caldo soffocante anche d'inverno.
A) trovare il pullman non è stato facile. Dovevamo prendere il Shivneri ma l'autista di risciò invece ci ha portato da un qualunque venditore di biglietti che ovviamente vendeva biglietti per Neeta. Ora, a voi questi nomi diranno niente, ma diciamo che Shivneri è figo e Neeta fa schifo perchè fa 1000 fermate e ci mette 1 ora e mezza in più;
B) il primo impatto con Mumbai è stato... non proprio positivo. Una puzza di urina appesta l'aria e fa un caldo soffocante anche d'inverno.
| Collanina di Benvenuto |
| Mucche ovunque... |
Ubicazione:
Mumbai, Maharashtra, India
domenica 29 gennaio 2012
Omma... Lalito... Serimonio...
Magari qualcuno si lamenterà che c'è voluto un pochino (sarà un mese che sono andato), ma in fondo meglio tardi che mai. Ecco dunque un reportage - soprattutto fotografie e didascalie, altrimenti diventa un romanzo - di un vero matrimonio indiano al quale sono stato invitato a partecipare da un collega di lavoro - Lalit, lo sposo in questione.
Abbiate pazienza ma tenterò di essere breve perchè mi conosco e altrimenti va a finire che dico "lo faccio bene", poi viene troppo lungo, mi rompo e dico "vabbè lo divido in 2 parti" e poi la seconda parte non arriva mai perchè mi scazzo sapendo che sarà un lavoraccio da fare.
Una breve premessa va comunque fatta: doveva essere un viaggio di 6 ore, sono diventate 10 causa traffico, problemi di orientamento ecc. ecc. Il risultato è che siamo arrivati in leggero ritardo, ma ne riparliamo più avanti.
| Iniziamo sotto i migliori auspici: tutta la fila in fondo per me! |
| Pausa colazione dopo partenza in ritardo di un'ora e mezza su orario concordato che ci aveva obbligato a svegliarci alle 7 - coi maroni girati già di prima mattina - |
| Tipica colazione indiana: "Something" Dosa |
| Camion di canna da zucchero. Un consiglio all'autista: in caso di ingorgo, non ti fermare... |
| ...altrimenti la gente si sporge dal finestrino e ti frega la canna da zucchero! (noi siamo stati morigerati, c'è chi gliene ha fregata una camionata!) |
Intermezzo: il paesaggio dal finestrino
10 ore di viaggio dopo
Vi risparmio la narrazione dell'epopea del viaggio, fatta di fame, caldo, nervoso, pipì, GPS e chilometri: andiamo al dunque.
Arriviamo che la tipica processione danzante da casa dello sposo al luogo della cerimonia è praticamente bella che finita perchè lo sposo ha raggiunto la meta. O meglio, lo vediamo che la raggiunge. E quindi riusciamo ad avvertirlo che ce l'abbiamo fatta e siamo in ritardo di sole 4 ore! (...).
Cosa fa lui? Invece di mandarci a quel paese FA FERMARE L'INTERA PROCESSIONE a tipo 5 metri dalla fine e FA ASPETTARE TUTTI finchè non saliamo in camera (pagata da lui) e ci cambiamo per partecipare almeno all'ultimo pezzetto. GRANDE LALIT!
| I tre italiani con i Kurta dei 3 colori giusti. VI GIURO CHE NON L'ABBIAMO FATTO APPOSTA!!! |
| "Quanti invitati ci saranno?" "Mah, secondo te quanti ce ne stanno in un campo da calcio?" |
| Lo sposo ci invita ad unirci al corteo: seguono doverose (dopo la gentilezza riservataci era il minimo!) danze all'indiana. |
| Non è che è arrabbiato; solo che gli indiani, in posa nelle foto, non sorridono (si veda anche oltre). |
| Prima parte della cerimonia vera e propria |
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| Prime foto di gruppo di rito |
| 2° Parte della cerimonia |
| Posto d'onore per gli ospiti internazionali (precedentemente annunciati UNO PER UNO PER NOME E NAZIONE dallo speaker) |
| Anche in India si tira il riso agli sposi, ma un chicco per volta... |
| Mega foto di gruppo finale! |
| Finite le cerimonie, il banchetto! |
| Il gelato fatto come una volta, grattando un cubo di ghiaccio e aggiungendo poi lo sciroppo (a qualche spezia...) |
| Approvato da iuccio |
| FOTO CONCLUSIVA! |
Che altro dire? Indubbiamente è stata un'esperienza davvero interessante. Il primo ringraziamento va indubbiamente a Lalito (parentesi: il nome è Lalit, ma l'officiante continuava a cantilenare "Omma... Lalito... Serimonio..." e mi è suonato così bene che adesso lo chiamo Lalito) che ci ha invitato e ha contribuito sia alle spese di trasporto che a pagarci una camera d'appoggio solo per cambiarci e ovviamente cibo ecc. Il secondo va a Abhishek che ha organizzato il trasporto: magari non è stato dei più efficienti, ma è andata e quindi bene così!
Alcune note conclusive e forse ilari riguardano piccoli fatti curiosi, tipo che:
- ERAVAMO GLI UNICI IN ABITI TRADIZIONALI INDIANI (eh, grazie che ci tutti ci guardavano!)
- quando siamo entrati ci hanno annunciato all'altoparlante ("Dario, from Italy; Matteo, from Italy; Tali, from Canada" ecc.)
- la gente voleva fare le foto con noi e conoscerci/parlarci/anche solo starci vicino (davvero, alcuni che parlavano inglese ci hanno spiegati che altri ci volevano conoscere perchè eravamo i primi stranieri che incontravano... ma mica gente giovane!)
- ancora non ho capito di preciso quale fosse il papà dello sposo perchè ce ne ha presentati almeno 3 (suppongo si tratti quindi anche di una forma onorifica, dato anche tutto il toccare i piedi - simbolo di grande rispetto - di tali papà che precedeva la cosa)
- l'ultimo posto in fondo dell'autobus, così comodo all'andata, si è rivelato controproducente al ritorno quando, in notturna, abbiamo tentato di dormire - dato che il giorno dopo si andava direttamente a lavoro - e ad ogni buca io letteralmente volavo, con contorno di imprecazioni varie...
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